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Assalzoo: Produzione mangimi 2015, in aumento. Diminuiscono i prezzi, sostegno per l’intera filiera zootecnica

La produzione di mangimi destinati all'alimentazione animale, secondo le stime di ASSALZOO, è stata nel 2015 pari a 14,286 milioni di tonnellate, in aumento dello 1,4% rispetto al 2014. L’aumento della produzione, ben sopra i 14 milioni di tonnellate, è un dato rilevante in un contesto di un economia che tenta di ripartire. Aumentano le esportazioni. Confermati i livelli occupazionali: il comparto offre lavoro a 8.500 addetti, escluso l'indotto. 

Roma, 27 mag – Nel 2015 la produzione italiana di mangimi destinati all'allevamento zootecnico supera con convinzione la soglia dei 14 milioni di tonnellate (14.286.000 tonnate) con un aumento dello 1,4% rispetto all'anno precedente (14.090.000 di tonnellate nel 2014). Sono le stime presentate oggi a Roma da Assalzoo, l'Associazione nazionale tra i produttori di alimenti zootecnici nel corso della sessione pubblica dell'Assemblea annuale, nella quale si celebrano i sett’anni dalla fondazione. 

I dati del comparto – I principali indicatori economici del settore mostrano una crescita della produzione industriale, che riflette in qualche modo il timido tentativo di ripresa dell'economia italiana.
Nel 2015 il mercato degli alimenti zootecnici in Italia ha prodotto un valore di 5,9 miliardi di euro (nel 2014 era 6,36 miliardi di euro), con un’evidente riduzione del fatturato complessivo da attribuire alla forte riduzione dei prezzi delle principali materie prime agricole, in particolare cereali e derivati proteici. I prezzi alla produzione hanno fatto registrare una diminuzione del 9% rispetto al 2014. Continua ad aumentare invece il costo del lavoro: +1,3% nel 2015. La riduzione del fatturato non ha avuto riflesso alcuno sui livelli occupazionali che si mantengono sui valori degli anni precedenti: l'industria mangimistica italiana impiega complessivamente 8.500 addetti circa, escluso l'indotto. Si assottiglia infine il saldo commerciale negativo tra import e export: - 205 milioni di euro nel 2015, in sensibile miglioramento rispetto al 2014 (-294), grazie all’aumento di oltre il 20% delle esportazioni.

“La mangimistica italiana si conferma all’avanguardia per capacità di produzione e qualità di prodotto – afferma Alberto Allodi, presidente di Assalzoo – e ciò avviene nonostante una dipendenza cronica dall'approvvigionamento di materie prime d'importazione. La produzione agricola italiana non è infatti strutturalmente in grado di coprire l'intero fabbisogno necessario al comparto dell'alimentazione animale".


"Altra nota importante – continua Allodi – sta nella capacità dell'industria mangimistica di mantenere i livelli di occupazione, pur in un contesto economico difficile. Si tratta di uno sforzo dei mangimisti, come dimostra il dato sul fatturato, che garantisce stabilità all'intera filiera zootecnica”.

 

 

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Assalzoo, nel 2015 mangimi per volatili, suini e pesci con il segno più. Scendono i bovini

Roma, 27 mag – La produzione tiene con convinzione sopra la soglia delle 14 milioni di tonnellate complessive, arrivando a 14.286 che equivale a un aumento rispetto al 2014 dell’1,4 (vedi tabella).
La leggera crescita del settore mangimistico, in un contesto economico oscillante, va imputata al comparto avicolo che raggiunge livelli di produzione record con oltre 6milioni di tonnellate, trainati dagli alimenti per polli e da quelli per le galline ovaiole. Importante segno più per i suini, che pur in un momento di difficoltà di questo comparto, superano le 3,4 milioni di tonnellate complessive di mangime prodotto. Risultati positivi dei mangimi per gli ovini e per i pesci, che testimonia l’alto potenziale di crescita del settore dell’acquacoltura.
Continua il segno meno nel comparto dei mangimi per i bovini con oltre 100mila tonnellate in meno rispetto al 2014. La riduzione è da imputare essenzialmente alla contrazione della domanda di mangimi destinati ai bovini da latte.


”Il settore della mangimistica – sottolinea Alberto Allodi, presidente di Assalzoo – presenta numeri solidi. Nonostante lo stentato contesto di ripresa, la continua oscillazione dei prezzi delle materie prime, il quadro regolatorio incapace di accogliere velocemente le novità della ricerca e il carico fiscale imparagonabile rispetto ai concorrenti europei. I mangimisti italiani dimostrano un acume imprenditoriale che va evidenziato. È una lungimiranza di cui si nutre l'interno comparto dell'agroalimentare che sa di poter contare su mangimi sicuri, di qualità e interamente prodotti in Italia. Per il 2016 – conclude Allodi – il quadro presenta dei motivi classici: il comparto avicolo ancora a trainare e una conferma per il comparto suino; per i bovini permangono le difficoltà".

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Assalzoo, Allodi: “La sostenibilità ambientale è la sfida del futuro. Entro il 2020 un miliardo di euro di sprechi alimentari trasformato in mangimi”

Roma, 27 mag – La riduzione degli sprechi alimentari e la sostenibilità delle produzioni rappresentano da sempre una sfida per l'industria mangimistica italiana e la recente proposta normativa dell'Unione Europea sulla cosiddetta economia circolare indica ora una via precisa da percorrere. In italia si tratta di processi di valorizzazione già in atto da tempo. Secondo i dati più recenti, l’industria mangimistica italiana impiega e valorizza circa 650.000 tonnellate all'anno di coprodotti inviati dall'industria alimentare: prodotti da forno, dell'industria della pasta, dolciaria, amidiera, degli zuccheri, della distillazione, ecc. - per un valore di circa 300 milioni di euro.
Obiettivo dell'industria mangimistica è crescere ancora di più: si vuole arrivare a 1 milione di tonnellate all'anno da impiegare nei mangimi, per un valore superiore al mezzo miliardo di euro.

Altri coprodotti utilizzati dall'industria mangimistica derivano dall'industria molitoria (3 milioni di tonnellate per un valore di 400 milioni di euro/anno) e dall'industria olearia (oltre 4,2 milioni di tonnellate e per un controvalore di circa 2 miliardi di euro/anno).
”Produrre di più, producendo meglio ed utilizzando quanto non viene consumato per uso umano – sottolinea Alberto Allodi, presidente di Assalzoo – è una delle sfide che ha di fronte la mangimistica, e con essa l’intera filiera zootecnia. L’industria mangimistica italiana ha già intrapreso la via della sostenibilità ambientale e della sicurezza alimentare. Già oggi, come produttori di mangimi, siamo un settore all'avanguardia riuscendo ad utilizzare quantitativi molto elevati di materie prime che residuano da altri cicli produttivi del settore alimentare, facendo rientrare questi prodotti, che andrebbero altrimenti perduti, nel circuito alimentare. E tutto ciò avviene senza perdere d'occhio la priorità della sicurezza delle nostre produzioni. Facciamo già numeri importanti, ma non intendiamo fermarci qui. L’obiettivo è quello di arrivare per il 2020 a “trasformare” un milione di tonnellate di prodotti inutilizzati che derivano dall'industria alimentare, facendoli passare da perdita netta a risorsa per l’alimentazione animale. Solo utilizzando al meglio le risorse, sarà possibile soddisfare le crescenti necessità alimentari del nostro pianeta”.

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Assalzoo, Allodi: “70 anni di Assalzoo, un traguardo per un’associazione che guarda al futuro”

Roma, 27 mag – 70 anni al fianco delle imprese mangimistiche. Assalzoo celebra quest'importante anniversario della sua fondazione con lo stesso impegno degli esordi, ma rinvigorito da anni di esperienza: creare un percorso amministrativo e comunicativo a sostegno delle aziende associate, sostenendo in tal modo un settore industriale nevralgico per l'intera filiera agroalimentare italiana.
Festeggiare il 70mo compleanno dell'Associazione – evidenzia Alberto Allodi, presidente Assalzoo – è un'occasione per ripercorrerne la storia e i risultati conseguiti. L'industria mangimistica italiana è cresciuta in questi decenni, sapendo raccogliere le sfide della modernità, innovando le produzioni e la tecnica mangimistica e riuscendo a fare del continuo miglioramento della sicurezza un punto di eccellenza. Il volume della produzione ha raggiunto la soglia di oltre 14 milioni di tonnellate e questo, se si pensa a settant’anni fa, consente di comprende l’incredibile storia evolutiva che ha segnato la nostra industria mangimistica”.

“Negli anni – prosegue Allodi – Assalzoo ha costruito una fitta rete di relazioni con interlocutori istituzionali, nazionali e internazionali, contribuendo in maniera fondamentale alla visione del futuro dell’agroalimentare. Ed è proprio al futuro che l'Associazione continua a indirizzare la propria azione. Le sfide che la aspettano stimolano alla ricerca di nuove azioni tanto a livello di promozione industriale, quanto a livello di strategia comunicativa. Più volte il settore zootecnico ha dovuto affrontare momenti di crisi, ma la reazione è stata sempre adeguata: puntare su qualità e sicurezza attraverso la valorizzazione delle produzioni italiane".

“In questo periodo – conclude Allodi – la sfida da raccogliere è riuscire a sfatare tanti falsi miti relativi alle produzioni zootecniche. L'Associazione è impegnata, da un lato, a promuovere la sostenibilità ambientale, lavorando a stretto contatto con la ricerca scientifica, e dall’altro, a garantire prodotti sani, genuini che sappiano rappresentare il patrimonio dell’Italia tanto tra i nostri consumatori italiani, quanto sul palcoscenico della competizione internazionale.
Sostenibilità, qualità e gusto saranno le parole d’ordine degli anni a venire”

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DELEGA AGRO-ALIMENTARE UNA PRIORITA' STRATEGICA PER IL PAESE

Roma, 27 giugno - L’iniziativa del Ministro De Girolamo, che ha portato ieri il Consiglio del Ministri ad approvare il DDL di "delega al Governo per l'orientamento e la modernizzazione nei settori dell'agricoltura, dell'agroalimentare, della pesca e dell'acquacoltura e delle foreste nonché per il riordino della relativa disciplina", è secondo Assalzoo, Associazione Nazionale tra i Produttori di Alimenti Zootecnici, un primo passo importante a tutela di un settore strategico fondamentale per il nostro Paese.

Da anni l’Associazione chiede che l’agro-alimentare nazionale venga riportato tra le priorità dell’agenda politica del Paese. Un settore di importanza vitale che ha una valenza economica determinante - vale quasi il 15% del PIL nazionale - un rilevantissimo profilo sociale/occupazionale e un valore strategico decisivo al fine di garantire l'approvvigionamento alimentare.
C'è infatti da constatare come agricoltura e zootecnia continuino a perdere in Italia capacità produttiva e competitività, costringendo ad un continuo aumento delle importazioni dall’estero di materie prime vegetali e prodotti zootecnici per soddisfare la domanda interna (v. tabelle).

Già oggi importiamo circa il 50% delle materie prime vegetali, oltre il 45% della carne bovina, più del 30% di quella suina, il 40% del latte, oltre il 70% del pesce.

È necessario rivedere questo approccio, delineando una strategia di medio-lungo periodo che consenta di passare da una agricoltura/zootecnia di mera sussistenza, a una agricoltura/zootecnia in grado di potersi sviluppare coniugando innovazione e tradizione, ma senza trascurare – come avvenuto fino ad ora – la necessità di una crescita delle quantità e della qualità delle produzioni, per venire incontro quanto più possibile alle esigenze della domanda interna.

Occorre un piano nazionale di riforma agraria e un piano per la zootecnia, complementari e compatibili con gli impegni comunitari e con la PAC, attraverso i quali recuperare ruolo e competitività del nostro modello agricolo con una maggiore capacità produttiva. Ed è vitale riattivare la ricerca pubblica in agricoltura, interrotta dalla metà degli anni ‘90, per favorire l’innovazione e per fornire alla produzione primaria strumenti efficaci per aumentare rese e qualità delle produzioni. Ricerca senza la quale, anche in agricoltura, non può esserci innovazione e, perciò, sviluppo in futuro.

 

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ASSALZOO: MANGIMI, OLTRE IL 96% DEI MANGIMI DESTINATI ALLA ZOOTECNIA È “MADE IN ITALY” [18/06/2013]

Verona, 14 giugno – L'industria mangimistica italiana riesce a garantire il 96,3 per cento della produzione di alimenti zootecnici destinati agli allevamenti del nostro Paese. Arriva dall'Assemblea annuale di Assalzoo – Associazione nazionale tra i produttori di alimenti zootecnici – in corso a Ospedaletto di Pescantina (Verona) la conferma del primato italiano nel soddisfare la domanda che proviene dalla filiera zootecnica. Nonostante la dipendenza dall’estero dalle materie prime – mais, grano e soia – che supera in complesso il 50 per cento delle materie prime vegetali, dovuta anche a politiche agroindustriali che vedono fortemente in ritardo il nostro Paese, i mangimi con cui gli allevatori italiani nutrono giornalmente bovini, suini e polli escono tutti da stabilimenti italiani, rispettando standard di produzioni e norme igienico-sanitarie ritenuti da tutti nel mondo come le più sicure e affidabili. Le importazioni, con il 3,8%, hanno una incidenza trascurabile rispetto alla produzione e sono costituite principalmente da mangimi a base di latte e pet-food, mentre le esportazioni costituiscono il 2,6% della produzione e riguardano soprattutto mangimi per pesci, pet-food e quantità più modeste per animali da allevamento.

“Questo fenomeno assume un rilievo notevole per due motivi – spiega il presidente di Assalzoo Alberto Allodi – perché da un lato, viene garantito un elevato livello di sicurezza dei “mangimi finiti” ai nostri allevamenti, che vengono prodotti con una specifica attenzione agli elevati standard richiesti non solo dalla nostra zootecnia ma, soprattutto, anche da tutti i disciplinari di produzione delle più importanti DOP nazionali. Dall’altro lato, per un Paese che punta da sempre sul “made in Italy” alimentare, il fatto di poter contare – continua Allodi - fin dal primo anello della filiera sull’italianità delle produzioni, rappresenta un plus di ulteriore valorizzazione per tutta la produzione zootecnica e degli alimenti di origine animale, oltre che in termini di sicurezza, anche in termini di origine, di qualità e di tipicità”.

 

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AGROALIMENTARE: ASSALZOO, PRODUZIONE ITALIANA MANGIMI SOFFRE MA “TIENE”. NEL 2012 RESTA SOPRA 14 MIL [18/06/2013]

Verona, 14 giugno – Nel 2012 la produzione italiana di mangimi si è attestata sopra i 14 milioni di tonnellate (14.273), facendo registrare una flessione “fisiologica” dell'1,7 per cento rispetto al “picco” del 2011, un dato storico mai raggiunto prima che aveva permesso all'industria mangimistica italiana di sfondare la soglia di 14,5 mln di tonnellate. Sono i dati elaborati da Assalzoo – Associazione nazionale tra i produttori di alimenti zootecnici – presentati in anteprima oggi durante l'Assemblea annuale in corso a Ospedaletto di Pescantina – Verona. “La flessione produttiva – spiega il presidente di Assalzoo Alberto Allodi – era nelle attese e il dato può certamente essere interpretato come un segnale che evidenzia una sostanziale capacità di tenuta del settore. In questa situazione ciò che preoccupa di più le nostre aziende – continua Allodi - non è tanto la flessione della produzione, quanto piuttosto il fatto di aver dovuto scontare una forte erosione della redditività aziendale, per sostenere la zootecnia nazionale in grave difficoltà e la minore disponibilità di risorse ha, di fatto, imposto alle aziende di tagliare pesantemente gli investimenti”.

A fronte di un fatturato in aumento nel 2012 del comparto, per un valore complessivo della produzione che ha superato i 7,7 miliardi di euro (era 7,5 miliardi nel 2011), dovuto interamente all’effetto prezzi, il comparto ha visto ridursi i margini per le aziende mangimistiche, condizionate dalla difficile situazione economica e da un mercato delle materie prime con prezzi sempre più sostenuti. Sfide a cui gli imprenditori italiani della mangimistica hanno risposto “con grande senso di responsabilità, realizzando le maggiori economie possibili – aggiunge il presidente di Assalzoo - per evitare riflessi sull’occupazione e mantenere margini di operatività vitali”.

 

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AGROALIMENTARE: ALLODI (ASSALZOO) “SONO NECESSARIE MISURE URGENTI PER RILANCIARE GLI INVESTIMENTI AGROINDUSTRIALI IN ITALIA" [18/06/2013]

Verona, 14 giugno: “In momenti di così grave difficoltà economica è fondamentale garantire alle aziende un adeguato accesso al credito, per superare una barriera che rende difficilissima anche la gestione ordinaria, costringendole a tagliare investimenti, con possibili riflessi sull’occupazione e ostacolando la ripresa”. A dirlo è Alberto Allodi, presidente di Assalzoo – Associazione Nazionale tra i Produttori di Alimento Zootecnici – parlando all'Assemblea annuale in corso a Ospedaletto di Pescantina – Verona dove si sono riuniti gli “stati generali” dell'associazione che rappresenta l’industria mangimistica italiana con un fatturato di oltre 7,7 miliardi di euro, circa 8.500 addetti, e una produzione che nel 2012 si è attestata a 14,3 milioni di tonnellate “È necessario che il sistema bancario esprima una maggiore sensibilità nel giocare un ruolo determinate nel recupero del sistema Paese – aggiunge Allodi – sbloccando una situazione divenuta insostenibile anche per i più virtuosi e, se necessario, prevedendo un intervento di garanzia pubblica per riattivare l’accesso al credito o sviluppando canali alternativi al credito bancario”.

Anche lo Stato deve fare la sua parte: “le aziende mangimistiche vantano un forte credito IVA di oltre 200milioni di euro – puntualizza Allodi - che non possono essere portati in compensazione, vengono rimborsati dall’Agenzia delle Entrate con lentezza esasperante e non vengono accettati dalle banche a garanzia della richiesta di credito”. “Si tratta di somme vitali – fa notare Allodi – che occorre sbloccare perché offrirebbero un contributo importantissimo in un momento così difficile”. Un piccolo sollievo è arrivato con il varo dell'articolo 62 della Legge n. 27/2012, che ha stabilito termini massimi di pagamento nelle cessioni di prodotti agricoli e alimentari. “Una norma che, seppure giunta in applicazione in un momento difficile, era necessaria e per questo è stata accolta positivamente anche dall’industria mangimistica – ricorda il presidente di Assalzoo -.

Erano anni che il nostro settore lamentava tempi di pagamento nelle forniture dei mangimi assolutamente insostenibili per le aziende, che arrivavano a superare anche più di 100 giorni la media riscontrata negli altri Paesi europei”. “Questa norma deve essere difesa – continua Allodi – e occorre vigilare sulla sua applicazione perché, non solo, evita costi aggiuntivi a danno degli anelli più deboli filiera e degli stessi consumatori finali, ma perché consente - conclude - anche di eliminare un grave fattore di concorrenza sleale tra aziende e di evitare strozzature di liquidità all’interno della filiera.

ASSALZOO: “SENZA I MANGIMI GM, LA ZOOTECNIA VENETA, E ITALIANA, RISCHIA LA PARALISI” [31/03/2011]

“Le materie prime di importazione, ed in particolar modo la soia GM, sono fondamentali per la produzione nazionale di mangimi. Senza i mangimi geneticamente modificati la zootecnia Veneta, come del resto quella italiana, è destinata a fermarsi. All’alba della festa per il 150° dell’Unità d’Italia è sconcertante un approccio regionalistico su un tema vitale per l’economia del comparto-agroalimentare dei prodotti di origine animale” è la risposta di Lea Pallaroni, segretario generale Assalzoo, l'Associazione nazionale tra i produttori di alimenti zootecnici, alla proposta di legge presentata da alcuni consiglieri della Lega Nord della Regione Veneto che vieterebbe l'accesso ai contributi regionali e ai marchi regionali di qualità per tutte le imprese agroalimentari venete i cui criteri produttivi non corrispondano alle nuove norme sull'uso di ogm, impedendo di fatto anche alcune delle produzioni tipiche che si vogliono tutelare.

 

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MANGIMI CONSUMATI IN ITALIA PRODOTTI DA NOI AL 98% [14/01/2011]

Roma, 12 gennaio - L’allarme-diossina che ha investito la Germania non sfiora l’Italia, dove ben il 98,2% dei mangimi per l’alimentazione animale è prodotto nei confini nazionali. È la rassicurazione rivolta a tutti i consumatori da Silvio Ferrari, Presidente di Assalzoo, (Associazione nazionale tra i produttori di alimenti zootecnici). “Abbiamo promosso fin dai primi anni ‘90 specifici Codici di buone pratiche di fabbricazione fino ad arrivare due anni fa all’adozione del Codex Assalzoo, che ha ricevuto il patrocinio dei Ministeri della Salute e delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali - afferma Ferrari - e che rappresenta il principale strumento di riferimento a disposizione del settore mangimistico per mantenere la sicurezza e la qualità dei mangimi italiani ai più elevati livelli oggi possibili”.


Ogni anno in Italia vengono prodotti circa 14 milioni di tonnellate di mangime per alimentare gli animali allevati nel nostro Paese (avicoli, suini, bovini, conigli), quasi completamente derivati da produzione italiana: il 98,2% (13.830.000 milioni di tonnellate) proviene, infatti, dalle industrie italiane. “Senza industria mangimistica - ricorda Ferrari - non esisterebbe zootecnia in Italia”.
Sul caso tedesco che sta destando le preoccupazioni dei consumatori europei, Ferrari precisa: “L’industria mangimistica italiana, fin dagli scandali della BSE e del caso della diossina in Belgio e anche oggi con il caso diossina in Germania, è rimasta sempre estranea da tali emergenze dimostrando la serietà delle aziende nazionali”.


“Le aziende che aderiscono ad Assalzoo e che rappresentano il 70% della produzione nazionale di mangimi - conclude il Presidente di Assalzoo - sono da anni impegnate verso la continua crescita della qualità e soprattutto della sicurezza degli alimenti destinati agli alimenti allevati in Italia da cui derivano i vari prodotti nazionali, carne, latte, uova e pesce, che in consumatori del nostro Paese acquistano ogni giorno e che sono noti e apprezzati in tutto il mondo”.

FEFAC CHIEDE CHE SIA PREVISTO IL RICONOSCIMENTO PER GLI IMPIANTI CHE PRODUCONO GRASSI [11/01/2011]

Patrick Vanden Avenne, Presidente di FEFAC (Federazione europea tra i produttori di mangimi composti, ribadisce le richieste già avanzate alla Commissione Europea in occasione della precedente Crisi diossina irlandese. E' necessario che per  gli impianti a rischio, come ad esempio i fornitori di grassi, sia necessario il riconoscimento e non una semplice registrazione come attualmente previsto dalla norma.

ANDAMENTO DEL SETTORE MANGIMISTICO: I DATI 2008 [22/06/2009]

In occasione dell’Assemblea annuale delle ditte associate – svoltasi oggi a Verona – Assalzoo ha presentato i dati sull’andamento del settore per il 2008.

Secondo le stime dell’Associazione, nell’anno passato, la produzione di mangimi composti, ha fatto segnare un aumento del 2,7% in quantità, raggiungendo 14 milioni e 550 mila tonnellate.

Un aumento che fa seguito a quello già ottenuto nel 2007 (+ 3,6%) e che porta la produzione mangimistica italiana ad un picco storico mai raggiunto fino ad ora.

Nonostante il dato sia positivo in termini di quantità prodotte, permane tuttavia una situazione difficile per le industrie mangimistiche, su cui si riflettono gli effetti della sfavorevole congiuntura economico-finanziaria in atto e le difficoltà del sistema zootecnico, particolarmente pesanti nel settore suino e, seppure in modo minore, nel bovino, in particolare da carne.

Anche nel 2008 hanno pesato – seppure in modo minore rispetto all’anno precedente – i prezzi elevati delle materie prime, che solo nell’ultimo trimestre dell’anno hanno invertito la tendenza, consentendo un po di ossigeno al settore.

In particolare, desta forte preoccupazione la crisi di liquidità degli allevatori – già lamentata nel 2007 – che nonostante la riduzione dei costi dell’alimentazione animale, faticano a pagare le forniture; i tempi restano sempre elevati e, in molti casi, superano anche i 120/150 giorni. Uno stato di cose che le aziende mangimistiche non riescono a sostenere e che ha determinato anche la sospensione delle consegne di mangime nei casi più gravi.

A questa situazione finanziaria pesante si aggiungono le difficoltà che le aziende riscontrano nell’accesso al credito. Una circostanza che, di fatto, impedisce alle imprese mangimistiche di continuare a finanziare gli allevamenti.

Va posta l’attenzione sul fatto che se le industrie mangimistiche, a causa della mancanza di liquidità, saranno costrette a ridurre le produzioni, saranno inevitabili anche i riflessi negativi per gli allevamenti del nostro Paese.

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